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pesche

Sedimento di tradizioni, storie di agronomie del passato ed agricolture del presente: insomma, una vera civiltà del frutto della pesca. Così si potrebbe definire l’importanza di questo prodotto per la nostra zona, che dall’hinterland nord della città di Brescia abbraccia la bassa Val Trompia e Collebeato. E non paia azzardata la definizione: la pesca è stata nel Novecento, il cuore dell’identità locale nell’incrocio fra economia, gusto, storia e cultura.

Le testimonianze degli anziani fanno risalire il primo impianto di pesche a scopo economico in Val Trompia al 1910, quando un certo Pietro Sorlini di Concesio piantò nelle vicinanze dell’omonima via un pescheto, il quale venne presto emulato dai vicini coltivatori,seguiti da quelli di altri paesi (Collebeato, Villa-Carcina, S.Bartolomeo, Stocchetta…) fino a creare un vero e proprio comparto peschicolo nella zona.

Questo settore ha sofferto molto dell’abbandono dell’agricoltura da parte delle nuove generazioni, che spesso hanno preferito rivolgersi al lavoro nell’industria o nel terziario che in zona offrivano floride prospettive.

 

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